25 giugno 2006

Mugello: parte seconda


Il Busa ci ha lasciati al divertentissimo e rilassante assemblaggio della tenda. Non ci siamo ancora tolti le giacche che già ci ritroviamo con vanga, pala e piccone in mano: quest'anno vogliamo fare i fighetti, addirittura ci mettiamo a pareggiare il fondo su cui pianteremo la tenda, solo perchè l'anno prima si era rotolati a valle nel sonno...comunque il risulatato è eccellente, io con una tecnica più fisica mentre il busa lavora di fino, raggiungiamo l'obiettivo e finita l'opera con le vesciche alle mani, ci beviamo una meritatissima birra.


Solo ora ci rendiamo conto del paesaggio surreale: l'aria è gelida, il prato è quasi deserto e siamo immersi in un insolito silenzio in quella che è una delle feste più caotiche che abbia mai visto.
Improvvisamente, a rompere il silenzio arriva uno strano personaggio:conosciamo Leo. Le leggende metropolitane narrano che questo ragazzone vaghi per il Mugello dal giovedì con la sua tanica da 20 litri di vino rosso! e oramai mancano poche dita!! Come arriva scoppia l'euforia generale e sale in cattendra con l'incredibile capacità di imitare suoni d'ogni sorta con la bocca; si impossessa del megafono e, sceso a pochi metri dal recinto della pista, con le forze dell'ordine che controllano la situazione, inizia ad intonare cori contro questi ultimi che non riescono comunque a trattenere sorrisi divertiti.

Intanto Cassa e Ale ci aggiornano su tutti i benefici e gli incontri che hanno fatto nella "Mugello bene" godendo dei loro pass per i paddok: pranzi nelle ospitality, cene al ristorante, autografi da tutti i piloti...noi aspettando la notte con piada e salsiccia, birra e caffè, ammazza caffé e fuochi d'artificio (tutti verdi...) ci riscaldiamo come si può. Ancora una volta i nostri amici di imola dimostrano tutta la loro gentilezza e generosità e credo almeno mezza collina debba loro un pensiero di riconoscenza.

Finiamo di cenare, scherzare e chiacchierare con amici e vicini di tenda, ci si arma di megafono e birre e si parte. Immediato il primo segnale che la notte al Mugello è iniziata: una folla si forma attorno ad uno scooter al centro della strada, steso al suolo. Si intravede una fiamma nel buio e il motociclo viene circondato dalle fiamme; iniziamo così la nostra lunga nottata, con un bel falò!



La prima regola che si impara girando per la strada buia ed affollata che costeggia la pista è che qua sono i pedoni a dover scansare le moto!

C'è gente ovunque, moto appoggiate ai bordi della collina come fossero biciclette, una invasione di bykers nei bagni ad assordare i presenti con sgasate. Non manca la consueta piazzola adibita a discoteca e non ci tratteniamo dal fare 4 salti in pista. Agli occhi ci si prospetta quella che è l'essenza del Mugello: un tutt'uno di persone e motori con l'unico obiettivo di divertirsi e tutti col sorriso sulle labbra. Qua si trovano davvero dei gran manici, stuntman, pazzi e tutti ubriachi; entrnado in questa notte surreale c'è posto solo allo stupore, anche dei più vissuti, nel rivivere continuamente questa esperienza.

Finalmente riusciamo a raggiungere il piazzale con lo stand principale e la disco, la musica è assordante, si vedono spuntare moto da tutte le parti e sembra ci si diverta ad avventurarsi su per la collina finchè si riesce. Riusciamo persino ad incontrare Cassa e Ale che sono venuti a fare un giro a trovarci ma, mentre lui sembra un bimbo felicemente incredulo nel paese dei balocchi, lei è visivamente spaventata e dopo aver evitato una bomba carta decidiamo di scortarli sino all'uscita per poi rituffarci nella bolgia.

Ci sono state le prime defezioni, il gruppo si è diviso e la stanchezza inizia a farsi sentire. Decidiamo così di tornare indietro e come per incanto assistiamo ad uno degli spettacoli caratteristici di questa nottata, quasi ce ne dimenticavamo, "un motore a banco!" Come da tradizione un motore sistemato su un telaio e modificato per far tremare la valle sprigionando tutta la sua potenza tra fiammate e botti paurosi da scarichi di dimensioni esagerate! Qua e la incontriamo più di una carcassa incandescente ai lati della strada, un fu scooter, oramai non si fa più caso a burnout e impennate, quad su due ruote, si cammina in questo surreale scenario come attori sul palco circondati da immaginari quanto spettacolari effetti speciali. Siamo quasi arrivati all'accampamento e siamo davvero esausti, inoltre le temperature sono invernali e non si superano i dieci gradi, ma io e il Busa proprio non riusciamo a desistere dalla tentazione di una calda piadina alla porchetta(ogni angolo è buono per piazzarci una baracchina delle piadine) : ora possiamo coricarci felici, il Busa con un accogliente sacco a pelo, io con la mia fida giacca di pelle!

Ci si può chiedere come mai si dice sempre che al "Mugello non si dorme"? prima o poi la stanchezza prenderà il sopravvento sui presenti? ma nella notte del sabato l'afflusso è continuo, arriva sempre gente nuova e simpatica, come il "genio" che decide di tenere svegli tutti quanti nella nostra zona facendo rimbombare un maledetto motore per tutta la notte. Sorge il sole e nè io nè il Busa abbiamo chiuso occhio e ci ritroviamo così in una mattinata gelida già privi di forze...colazione, si smonta tutto aspettando il risveglio della vallata e l'inizio di quelle che sono state tre gare incredibili; le due ore prima del warm up sono forse le più dure, dove si cercano le ultime forze nascoste per riprendersi dalla fatica, mentre sembra addirittura estenuante il fissare ed il contemplare il nulla! La mattinata prosegue all'insegna del sole e del caldo sempre più torrido. Il sole ora è alto e cocente, l'afflusso nelle ultime ore è stato impressionante e si è ammassati gli uni alrtri tutti ipnotizzati nel godersi quella ultima gara d'antologia.

L'ultimo atto è l'invasione di pista, i piloti non riescono a finire il giro d'onore, c'è gente a piedi, in auto, in moto con due-tre-addirittura quattro persone, impennate, bandiere, clacson, un'auto che si insabbia nelle vie di fuga, spettacolare vedere ogni sorta di mezzo impegnato in ripetuti giri di pista, supersportive in scia a cinquantini, rettilinei su una ruota con più persone sulla moto; sono gli ultimi momenti di una festa che si spegne com'è iniziata: all'insegna dell'esagerazione e della spettacolarità.


Aspettiamo che la folla si diradi un pò e dopo i doverosi saluti e ringraziamenti ai nostri amici torniamo dal fido "contadino" che ci riserva un'ultima sorpresa oltre ai gratuiti servizi per riprenderci e rinfrescarci: panini allo speck e vino rosso, per chi vuole anche il caffé, ed è tutto gratis! Questa è la ciliegia finale su una torta perfetta; si riparte per tornare alla normalità di tutti i giorni, ricominciando con una bella birra al "parco".

12 giugno 2006

Mugello 2006: noi c’eravamo…ancora!


Questo è il racconto di un week-end anomalo, che ti stressa e ti prova fisicamente portandoti al limite; un week-end in cui all’improvviso, scavalcato un muro, ti ritrovi in un girone infernale, dove le moto impennano all’impazzata fra la gente fradicia di birra, i motori a banco ruggiscono come leoni per tutta la notte fino alle prime fredde luci dell’alba, mentre carcasse di motorini dati alle fiamme bruciano nei falò alimentati da benzina e alcool…il fumo denso sale danzando al cielo insieme alle grida della gente impazzita e ai cori irripetibili che fanno da colonna sonora all’inferno di fumo e fuoco che esce dai motori. Tutto in attesa di un idillio che si chiama gran premio d’Italia di MotoGp al termine del quale resti fermo, esausto, imbambolato…quasi commosso a riflettere sullo spettacolo che i piloti hanno messo in scena sui 5.245 m di asfalto nero bordato oro del circuito toscano. E’ il Mugello signori…e al Mugello credetemi…proprio non si dorme!

Sabato 3 Giugno 2006 mattina - Ore 8:30.
Mi alzo e scruto il cielo speranzoso: porca vacca, è nero…e fa un freddo cane! E dove diavolo andiamo io e Toz con sto tempo della minchia! Cerco un briciolo di ottimismo in me e preparo le mie cose lo stesso sperando inutilmente in un miglioramento che mi desse la carica per affrontare la due giorni devastante del tanto atteso Mugello. Quando sono quasi pronto chiamo Toz, per sentire una voce incoraggiante che mi dia un po’ di carica (ammetto che iniziavo seriamente a pensare di darci su e rimandare la partenza alla domenica…che errore avrei commesso). Ma come sempre Toz è gasato…dopo essersi fatto Imola-Barcellona in quattro giorni con Alby l’anno scorso non può certo temere un po’ di acqua da qui a Scarperia. Bravo Toz…mi carica e concludo dicendo “beh allora finisco di preparare e sono da te!” - e lui - “Ti aspetto Ape, io son pronto!”

Ore 10:30.
Arrivo sotto casa di Toz con la moto calda…ma io….io no, fa un freddo che si pela…e in più sento l’odore della pioggia. Ma niente…che dire….Toz è inarrestabile…mi da una bella giacca impermeabile e antifreddo e un paio di pantaloni impermeabili (quelli da caccia del capataz – il padre). “E chi ci ferma così bardati”- già…chi? Una menzione speciale la devo fare per lo zaino di Toz: una specie di antenna per via delle asticelle della tenda…e soprattutto pesava uno svallo (trad. - eccessivamente per la sua povera schiena). Il mio stava per esplodere e sotto la sella di Giulia avevamo compresso (non so come) una bella copertona che sarebbe servita per la notte. Più o meno avevamo tutto…l’importante era riuscire nella grande impresa di scavalcare…il resto poi veniva da se….forse! Dentro infatti ci aspettavano da giovedì Alby e il resto della pazza combricola…e non osavamo immaginare in che stato!

Ore 11:30.
Dai dai…allora si parte. Un pieno di soldi nel portafogli, di benza nei serbatoi…e di carica positiva nelle nostre teste (il bicchiere mezzo pieno..è Toz?) e via…gas su Giulia e sul Drago e la strada inizia a scorrere veloce sotto di noi.
Fra una piega (prudente per il bagnato) e l’altra, si scruta speranzosi da sotto la visiera appannata il cielo in cerca di un improbabile pallido sole che proprio non vuole fare capolino. Ci accorgiamo presto che non c’è praticamente nessun biker in processione verso il santuario del Mugello come gli altri anni…siamo solo noi! Che galli! ^_^
Fa freddo…si….l’asfalto è infimo e sblisga alla grande…certo…ma cacchio per il Mugello questo ed altro! Avanti pure…

Ore 12:20.
Finiti gli ultimi tornanti arriviamo al passo del Giogo (mt. 882) (GoogleMap) dove decidiamo di fermarci un attimo per fare il punto della situazione. Entriamo al caldo per bere una cosa, ma dopo esserci guardati in faccia e aver sentito il profumo di cacciagione e pane toscano appena taglito io e Toz abbiamo una sola cosa in mente…CIBO e VINO – CIBO e VINO!
“Mangiamo qua?” – “Alla grande!”. Detto fatto, ci sediamo al tavolo, ci spogliamo di tutta la nostra situazione protomotociclistica e via di antipasto toscano e primi alla cacciagione. Un bel litro di sangiovese della casa…e via andare. “Vedrai che dopo ripartiamo ancora più gasati”. E infatti, dopo una sana mangiata (ottimi i crostini e gli affettati col pane toscano e straordinari i tortelli) raccontandoci dei nostri nuovi lavori e accompagnando con il buon vinello e risate crescenti, siamo di nuovo pronti a ripartire. Il tempo è sempre pessimo, fa ancora un gran freddo…ma chissà perché (forse il grado alcolico?) siamo molto più lanciati e motivati. Si riparte in discesa…i tornanti si alternano veloci e la temperatura aumenta. In una mezzora siamo a Scarperia (GoogleMap).

Ore 14:20.
Svoltiamo nella carraia sterrata e ormai famigliare del mitico “contadino” (GoogleMap).
Già sempre loro…la famiglia gentile e simpatica che ogni anno mette a disposizione aia e campi del casale per accogliere i pazzi motociclisti per la tre giorni del Mugello. E quest’anno ci ha anche regalato una magia inattesa per il ritorno…ma andiamo per gradi…ne parleremo più avanti. Lasciamo le moto e i caschi, paghiamo i canonici 15 euro e ripartiamo a piedi per quella che è la parte più difficile e incognita della nostra avventura…espugnare la fortezza (leggasi scavalcare).

Si perché dovete sapere che in cinque anni di Mugello non ho mai pagato una volta…fa parte del gioco e ne vado fiero (soprattutto visto il prezzo folle del biglietto: 90 euro un giorno 130 due giorni…Mugello Ladri!). Il prezzo da pagare per i tanto agoniati giorni infernali è proprio lo scavalcare le recinzioni a cui si accede dai bellissimi campi e radure circostanti il circuito. Sto parlando di inferiate alte più di tre metri con punte aguzze in cima. E come se non bastasse quest’anno Alby ci ha avvertito che la difficoltà è aumentata di brutto. Si perché quei simpaticoni del circuito hanno pensato di tappezzare tutte le inferiate con lastre di lamiera verdastra rendendo praticamente impossibile ogni appiglio. Vogliono proprio che paghiamo eh?! E Toz che si era anche portato la scaletta del gommone!

Appena attraversati i campi giungiamo al perimetro del circuito e ci rendiamo conto che sta volta sarà davvero dura. La scaletta sarà totalmente inutile e non c’è nessun appiglio possibile per scavalcare. E come se non bastasse la sorveglianza si è organizzata con torrette di avvistamento e fari per la notte e stanno proprio a presidio delle inferiate come se fosse un forte da difendere dagli Apache!!! Maledetti visi pallidi!!
“C’è un mezzo tronco d’albero più avanti” - ci a ha consigliato Alby – “Noi siamo riusciti a passare di lì”. Arrivati al tronco ci rendiamo conto che il tipo che sta cercando di scavalcare prima di noi in realtà sta parlando con la sorveglianza che dall’altra parte ci attende a braccia aperte! Porca troia! Io e Toz ci guardiamo: “questa volta la vedo proprio grigia” – gli dico- “va a finire che ci tocca restare fuori”. Per un attimo noto un leggero sconforto anche sul volto di Toz…vuol dire che la cosa è proprio dura….ma come si suol dire, quando il gioco si fa duro… beh allora iniziamo pure a giocare!!

Poco più avanti notiamo che sotto l’inferiata vi è un boschetto più fitto…proseguiamo e ci addentriamo insieme con gli altri assediatori incontrati poc’anzi pensando che se anche fossimo riusciti a passare di là avremmo poi avuto il grosso problema di scendere dall’inferiata senza appigli e quindi saltando col rischio di spezzarci allegramente le nostre belle gambine pelose. Ma ecco che magicamente si materializza l’improbabile soluzione hai nostri problemi. Un intero tronco d’albero, molto più lungo di quello di prima e più grosso, sdraiato in mezzo al fogliame e ai rovi. L’albero che si sacrificò per la nostra vittoria sugli assediati!! L’idea che emerge dalla allegra compagnia è quella di innalzare il tronco da un lato e usarlo come rampa per arrivare in cima alle mura. Scatta la cooperazione di compagni di fortuna uniti nell’intento dell’espugnazione e dopo qualche sforzo, in cinque siamo riusciti a tirarlo su e a fare da ponte verso la cima dell’inferiata. Ora restava solo da provare a passarci sopra e vedere cosa ci attendeva dall’altra parte. Scatta il primo temerario. Il folle si barcamena alla bene meglio e riesce ad arrivare in cima al tronco e all’inferiata. A questo punto il colpo di fortuna! Vediamo il ragazzo sorridere fiero e passare di la tranquillamente appoggiando su qualche cosa e comodamente scendere come da una scala dicendo: “tranquilli, qua c’è un bel camper ad accoglierci…”. Mavvaiiii!!! Io e Toz ci guardiamo e capiamo che la meta è vicina; ce la possiamo davvero fare. Parte un altro…e anche lui dopo qualche difficoltà nello scalare il tronco arriva in cima, scavalca e scende tranquillo e beato dalla scala del camper. Ottimo…Toz non si fa attendere…carico a balestra e con una tecnica innovativa (degna dell’atleta che è in lui) affronta senza problemi il tronco arriva alla vetta, scavalca e scende. Io dietro…il tronco regge…si scivola, ma con un po’ di attenzione e due sgomitate e ginocchiate concitate sono in cima. “Cazzo che spettacolo…c’è proprio un bel camperone qua”-esclamo-“sembra fatto apposta…e nessuno che controlla!!!”.

E allora veloce scavalco e giù dalla scala del camper della provvidenza e nel giro di pochi secondi io e Toz siamo dentro…increduli ed euforici come bambini. Sporchi e sudati…Toz si toglie una sanguisuga dalla mano…mi guarda e ridendo dice: “anche sta volta siamo dentro bello!”. Siamo riusciti di nuovo ad espugnare la fortezza e il premio è …l’inferno…la follia e il delirio della notte e del giorno che seguiranno in quel girone dantesco che è il Mugello!

Ore 15:30.
Ottimo davvero. Non pensavamo di entrare così in fretta. Ci troviamo poco oltre la curva Borgo San Lorenzo (la seconda della seconda esse dopo la San Donato). I nostri ci aspettano come ogni anno nel prato della collinetta sopra la Casanova.
Arrivati in cima alla bellissima collinetta guardiamo giù e nella folla di persone (per la verità meno degli altri anni visto il tempo) individuiamo il prosperoso totem della nostra combricola: una simpatica bambola gonfiabile che sovrasta l’accampamento con la sua bocca sempre aperta come a dire “OOOOOOOOOO…che spettacolo!”.

Scendiamo giù dalla collina e in pochi balzi siamo da Alby e gli altri.
“Ehilà…ce l’avete fatta belli!!!” ci dice sorridendo seduto in contemplazione al circuito alzando la lattina di birra-“bisogna festeggiare subito…” - e così dicendo si infila in tenda un po’ barcollando e torna con due belle birre fresche. “Ragazzi io sono davvero rovinato…non ho più l’età per ste cose…qua non so mica se reggo fino a domani!”. E aveva ragione il vecchio Alby…lui era dentro con gli altri da giovedì e posso solo immaginare tra la fatica di montare tutto l’accampamento e spianare la terra per piantare le 2 tendone e la veranda…e poi la birra…le notti…il freddo quanto devastanti potessero esserre stati i giorni precedenti! “Però che lavoro spettacolare avete fatto quest’anno Alby”-commenta Toz estasiato -“Avete occupato mezza collina…”-continuo io-“...avete fatto le cose in grande come sempre” –aggiungo iniziando a sorseggiare la prima birra di una lunghisssssssssima serie del week-end!

Prima di montare la tenda rimiriamo il bellissimo panorama del circuito e delle colline circostanti che si domina da lì. Ormai lo conosco a memoria ma ogni volta mi perdo con lo sguardo a rimirare tutto il vallone, a ripassare le curve, ad ascoltare i motori che si scaldano per la notte, a guardare i fumi che lenti escono dai boschi e soprattutto a pensare al silenzio che improvviso calerà pochi istanti prima della partenza della gara del giorno dopo.

Il mugello è un circuito particolare in quanto completamente circondato da colline e collinette che ne fanno una specie di anfiteatro naturale. Non vi sono quindi praticamente tribune, i prati attorno sono postazioni naturali perfette per vedere una gran parte del circuito in un solo colpo d’occhio. In particolare dalla nostra posizione possiamo vedere un buon 60-70 % del tracciato e questo ne fa una postazione strategica e favorita. In più in quel particolare punto si trova una esse in contro pendenza (cambio di direzione in discesa) denominata Casanova-Savelli (dal nome delle due curve che la formano) che crea non pochi problemi ai piloti ma che allo stesso tempo può divenire punto decisivo per un sorpasso estremo (e Vale domenica lo ha dimostrato lasciandosi dietro Capirex e tutti gli altri che sembravano non aspettarsi il suo sorpasso proprio lì).
Una volta ripresi dall’estasi della vista delle colline che sembrano averci atteso immutate dall’anno prima torniamo alla realtà e decidiamo di prendere pala e piccone per spianare la nostra fetta di terreno gentilmente tenutaci da Alby e gli altri. Era giunta l'ora di mettersi al lavoro per montare la tenda...prima che calassero le tenebre e arrivasse la follia collettiva!

Continua...
[ Toz ora tocca a te... ;-) ]
Ciriciaooo




Ape-Maia

05 giugno 2006

Rinata

E' stato un sollievo, Clementina e' rinata! Dopo un mese di fermo dal meccanico e una fitta rete di manovre burocratiche la mia Clementina e' rinata dopo l'incidente. In questo momento sono commosso, quindi non so quanto potro' essere preciso nell'esprimere la mia gioia, ma prima che le lacrime che sgorgano copiose dai miei occhi mandino in corto la tastiera del mio portatile vorrei dire grazie. Grazie a quel bravo ragazzo che mi ha travolto a Marina, per avermi fatto capire quanto bene voglio alla mia Hornettina, ma soprattutto per avermi ripagato anche il coprimarmitta sfregato in un busso precedente. Grazie alla mia morosina per essermi stata cosi' vicina in questi momenti difficili e aver intrattenuto tutti i rapporti con avvocati e assicurazioni. Ho reiniziato la stagione, in un bel giro tranquillo con Golo e la sua nuova fiammante MT03. E' andato tutto bene, siamo andati pianino (quasi sempre) e ce lo siamo goduto. Alla prossima, vi voglio bene a tutti!

PS: in tutta questa vicenda, la cosa piu' lusinghiera me l'ha detta quel disorganizzato del mio meccanico: "soccia hai gia' finito la gomma davanti... ci spiegazzi con sta moto eh?!"